Il sistema di galleggiamento di emergenza di Sea Fend adotta un approccio proattivo per prevenire l'affondamento delle imbarcazioni.
La tecnologia dei dispositivi di galleggiamento di emergenza mira a trasformare la sicurezza nautica da una risposta passiva a una prevenzione proattiva.
Trasformare un'emergenza estrema in una situazione gestibile è l'obiettivo di un nuovo sistema di sicurezza marittima sviluppato dalla startup italiana Sea Fend. Progettata per intervenire in caso di danni allo scafo, falle o rischio di affondamento, la tecnologia di galleggiamento di emergenza dell'azienda mira a spostare la sicurezza nautica da una risposta passiva a una prevenzione proattiva. L'idea è quella di contribuire a mantenere le imbarcazioni a galla abbastanza a lungo da ridurre i danni, proteggere le vite umane e limitare le interruzioni operative. Per armatori, cantieri navali e operatori marittimi, la proposta va oltre la semplice sicurezza, con la possibilità di ridurre i costi di recupero, riparazione, fermo e assicurativi.
Sea Fend afferma che, in caso di incidente grave, come una falla nello scafo, una collisione con un oggetto sommerso o il malfunzionamento di una valvola di scarico, il sistema può essere attivato manualmente dalla postazione di comando oppure da remoto tramite un'app.
Attivazione degli airbag all'interno della struttura dello scafo
Il sistema è costituito da airbag alloggiati nella sovrastruttura, sotto la linea di galleggiamento, che rimangono compressi fino all'attivazione. Una volta attivati, gli airbag di galleggiamento si gonfiano in pochi minuti. La spinta idrostatica che generano contribuisce a mantenere a galla l'imbarcazione, consentendo a persone e beni a bordo di rimanere al sicuro e guadagnando tempo prezioso per le operazioni di salvataggio, il rimorchio o, ove possibile, il raggiungimento del porto più vicino.
È progettato per diverse tipologie di imbarcazioni. Per le nuove costruzioni, il sistema può essere integrato durante la fase di costruzione. L'azienda afferma che per le imbarcazioni esistenti, l'installazione non è invasiva e può essere effettuata durante la manutenzione ordinaria mediante il montaggio di un paraurti esterno. Sea Fend dichiara che è adatto a imbarcazioni di lunghezza compresa tra 30 e 65 piedi, fino a 45 tonnellate.
L'app consente ai proprietari di monitorare in tempo reale i dati operativi chiave, come il livello di carica della batteria, la pressione dei tubi, le temperature interne ed esterne, lo stato delle elettrovalvole e la posizione GPS dell'imbarcazione.
Oltre a ciò, il sistema non solo contribuisce a salvaguardare le persone a bordo, ma contribuisce anche a ridurre l'impatto ambientale degli incidenti di affondamento, aiutando a prevenire la dispersione di carburante, oli e materiali in mare e limitando la formazione di nuovi relitti sottomarini, afferma Sea Fend.

Le pressioni legate alla sicurezza marittima stimolano l'innovazione.
In un contesto internazionale in cui la sicurezza marittima sta assumendo un ruolo sempre più centrale, i dati dimostrano quanto la prevenzione sia diventata strategica. Secondo le stime dell'UNESCO, esistono oltre tre milioni di relitti sottomarini in tutto il mondo, mentre ogni anno si registrano tra gli 85 e i 100 naufragi di grandi dimensioni. Nel solo Mediterraneo sono stati identificati oltre 15,641 relitti documentati, mentre l'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMA) registra ogni anno oltre 2,600 incidenti marittimi nelle acque europee. Queste cifre evidenziano l'importanza di investire in tecnologie in grado di innalzare gli standard di sicurezza e ridurre le conseguenze di incidenti, guasti e affondamenti.
Sea Fend è un progetto di Save Our Ship (azienda italiana di tecnologia per la sicurezza marittima con sede a Modena) – maggiori informazioni sono disponibili sul sito web dell'azienda.




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