Dalle supercar ai superyacht: Nicolo Pasini reinventa l'esperienza della nautica da diporto.

Il percorso di Nicolo Pasini nel design di yacht non è iniziato in acqua, bensì nel mondo dell'ingegneria automobilistica ad alte prestazioni. Ora però afferma: "Le auto non mi piacciono affatto".

Si tratta di un'affermazione di tutto rispetto, proveniente da una persona che ha trascorso oltre 17 anni nel cuore dell'industria automobilistica. Il cambio di missione di Pasini è chiaro: semplificare la gestione di uno yacht e "restituire ai proprietari il tempo da trascorrere in acqua".

Il fondatore di Pasini Yachts si sta ora concentrando sul ripensare il modo in cui le persone vivono la libertà sull'acqua.

Da Lamborghini a BMW: la disciplina ingegneristica incontra l'ambizione nautica.

La carriera di Pasini nel settore automobilistico abbraccia alcuni dei programmi di ingegneria più avanzati del settore. Dopo aver lavorato alla monoscocca in fibra di carbonio della Lamborghini Aventador e alla Sesto Elemento, ha contribuito ai sistemi in fibra di carbonio utilizzati nelle BMW i3 e i8 del Gruppo BMW, prima di ricoprire ruoli dirigenziali in ambito ingegneristico e organizzativo presso BMW e Automobili Pininfarina.

La sua carriera affonda le radici nelle strutture leggere, nell'elettrificazione e nella mentalità di produzione su scala industriale.

Tale esperienza, sostiene, è in gran parte assente nella costruzione navale tradizionale, nonostante le evidenti analogie in termini di complessità e integrazione dei sistemi.

Il problema della nautica moderna: la complessità prevale sull'esperienza.

La motivazione che ha spinto Pasini a fondare l'azienda è nata in un momento cruciale della sua vita: la nascita di sua figlia. Da velista, ha iniziato a rivalutare cosa comportasse realmente possedere uno yacht rispetto a ciò che esso richiedeva.

A suo avviso, il settore è ancora caratterizzato dal compromesso.

Descrive uno schema ricorrente per i proprietari: spazio limitato, manutenzione elevata, dipendenza dalla tecnologia e un'esperienza di proprietà frammentata che spesso lascia poco tempo per godersi appieno la navigazione.

"La missione è quella di restituire ai proprietari di yacht il tempo che possono trascorrere in acqua", afferma.

Per Pasini, il problema non è semplicemente tecnico, ma strutturale. Afferma che, a differenza della proprietà di un'auto, dove l'esperienza dell'utente, i sistemi di assistenza e la gestione del ciclo di vita sono strettamente integrati, il settore della nautica da diporto rimane frammentato tra costruttori, concessionari e reti di assistenza. Il risultato, a suo avviso, è un settore in cui la proprietà può sembrare più la gestione di un sistema che il godimento di uno stile di vita.

Un approccio basato su piattaforme automobilistiche per il mondo nautico.

Pasini Yachts sta cercando di cambiare questo modello applicando un concetto ben consolidato nell'ingegneria automobilistica: la piattaforma integrata.

Anziché considerare uno yacht come un insieme di sistemi forniti in modo indipendente, l'azienda sta sviluppando un'architettura unificata che combina propulsione elettrica, elettronica, sistemi idrici e gestione dell'aria di bordo in un unico ecosistema.

Secondo Pasini, gli yacht odierni sono ancora costruiti come assemblaggi di componenti scollegati. Ciò crea inefficienze, limita la manutenzione predittiva e aumenta la probabilità che i problemi vengano identificati solo dopo che si è verificato un guasto.

Persino i sistemi più basilari della tecnologia di consumo ormai prevedono i problemi in anticipo, osserva, mentre gli yacht spesso funzionano in modo reattivo.

L'obiettivo, quindi, non è semplicemente l'elettrificazione. Piuttosto, l'elettrificazione diventa un sottoprodotto di una più ampia riprogettazione del sistema.

Costruire in incognito: validare prima di scalare

L'approccio di Pasini è stato volutamente cauto. L'azienda ha trascorso la sua fase iniziale in "modalità stealth", bilanciando lo sviluppo del prodotto con approfondite ricerche di mercato.

Sono state condotte oltre 200 interviste con armatori, potenziali acquirenti e persone che stavano valutando l'acquisto di uno yacht, tutte finalizzate a identificare i problemi reali e ricorrenti prima di prendere qualsiasi decisione progettuale definitiva.

Secondo lui, questo approccio basato sulla ricerca è fondamentale in un settore in cui le ipotesi spesso sostituiscono la validazione.

"La decisione più importante è in realtà quella di iniziare", afferma.

Uno sguardo al futuro: ridefinire la manutenzione e la proprietà

Una delle previsioni più chiare di Pasini è che i modelli tradizionali di manutenzione degli yacht stiano già diventando obsoleti. Egli ritiene che il futuro assomiglierà molto di più alla proprietà di un'automobile, con cicli di garanzia più lunghi, manutenzione predittiva e una minore dipendenza dall'intervento manuale.

Maggiori informazioni su Pasini Yachts saranno disponibili sul suo sito web, che sarà presto online.

Informazioni sulla serie di podcast del fondatore

Questa discussione fa parte della Founder Podcast Series, una collaborazione tra Yachting Ventures, Marine Industry Newse il podcast di Ben Taylor. La serie esplora l'innovazione, la leadership e le opportunità in continua evoluzione nei settori nautico e della nautica da diporto.

Questo episodio è stato girato a bordo di uno yacht Sanlorenzo messo a disposizione da Boatsters Black durante il Salone Nautico Internazionale di Palma.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *